Dopo i social network e i minori, il secondo sondaggio di «Roma che Dice» («Roma, che dici?» sulle pagine de La Capitale) è dedicato al rapporto tra i romani e l’intelligenza artificiale. L’Osservatorio permanente sull’opinione dei cittadini della Capitale, promosso da La Capitale con il supporto metodologico di Troisi Ricerche, ha avviato la nuova rilevazione il 3 ottobre 2026.
Che cosa misura il sondaggio
La prima parte del questionario riguarda l’uso quotidiano dell’AI: quanto spesso gli intervistati hanno utilizzato un assistente di intelligenza artificiale nell’ultimo mese, quale impatto si aspettano sulla società nei prossimi dieci anni e se conoscono gli «agenti», i sistemi che non si limitano a rispondere ma agiscono per conto delle persone.
Agli intervistati viene chiesto quanta autonomia concederebbero a un agente in cinque situazioni concrete: prenotare un appuntamento, inviare una e-mail a proprio nome, fare un acquisto entro un budget, presentare una pratica a un ente pubblico, eseguire un pagamento. Seguono le preoccupazioni e le opportunità, la fiducia nelle aziende e nelle istituzioni che dovrebbero garantire la sicurezza dei sistemi, e una domanda che riguarda direttamente la città: come i romani vorrebbero un eventuale assistente di intelligenza artificiale di Roma Capitale per le pratiche dei cittadini.
Il metodo
Come per il primo report, la rilevazione è condotta da Troisi Ricerche con metodo CAWI su mille residenti maggiorenni del Comune di Roma, appartenenti a panel qualificati e selezionati per quote di genere, età e area di residenza; i risultati saranno ponderati sui dati ISTAT della popolazione romana. Accanto alla rilevazione, La Capitale propone ai propri lettori un sondaggio flash sui social.
I risultati saranno pubblicati su La Capitale e raccolti in questa rubrica.
Leggi su La Capitale: I romani e l’intelligenza artificiale: al via il nuovo sondaggio di «Roma, che dici?» (3 ottobre 2026).